E' possibile l'esenzione Imu se uno

dei due coniugi lavora in un'altra

città e vive nell'abitazione di

proprietà dell'altro?

L’imposta municipale propria (IMU) si applica al possesso di fabbricati, escluse le

abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9,

di aree fabbricabili e di terreni agricoli ed è dovuta dal proprietario o dal titolare

di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie).

La Circolare del Ministero dell’Economia

La Circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 3/DF del 18/5/2012 ha

evidenziato che per “abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o

iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il

possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono

anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano

stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati

nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le

relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo

immobile”.

Il contribuente, pertanto, non può applicare le agevolazioni prima casa per più di

una unità immobiliare. Inoltre le predette agevolazioni sono applicabili

unicamente in presenza del “doppio” requisito della residenza anagrafica e

dimora abituale.

Se il nucleo familiare ha dimora abituale e residenza anagrafica in immobili

diversi ubicati nello stesso Comune, l’esenzione IMU, per espressa previsione

normativa, si applica soltanto ad un immobile. Il legislatore non ha, però,

stabilito la medesima limitazione nel caso in cui gli immobili destinati ad

abitazione principale siano ubicati in comuni diversi, poiché in tale ipotesi il

rischio di elusione della norma è bilanciato da effettive necessità di dover

trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro comune, ad

esempio, per esigenze lavorative.

Cosa c'è da sapere

L’imposta unica comunale (IUC), introdotta - a decorrere dall’anno 2014 - dal

comma 639 dell’art. 1 della legge n. 147 del 2013, si basa su due presupposti

impositivi: il primo costituito dal possesso di immobili e collegato alla natura e al

valore degli stessi e il secondo collegato all’erogazione e alla fruizione di servizi

comunali.

La IUC si compone

La IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), dovuta dal possessore

di immobili, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per

i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore

dell'immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del

servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Le abitazioni principali

Le abitazioni principali sono escluse sia dall’IMU sia dalla TASI, ad eccezione di

quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 che restano

assoggettate a entrambe le imposte.

L’Imu e la Tasi, sono dovute

L’Imu e la Tasi, sono dovute in due rate: la prima va versata entro il 16 giugno

(prorogata al 18/6/2018 cadendo di sabato) e la seconda il 16 dicembre. Per il

calcolo della prima rata di acconto il versamento è effettuato sulla base

dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. Per il saldo,

al 16 dicembre, il conguaglio dovrà essere calcolato sulla base della delibera

pubblicata dal Comune sul portale del Ministero dell’Economia e delle finanze

(MEF) entro il 28 ottobre di ciascun anno.

Si applica al possesso di fabbricati

FONTE  http://www.50epiu.it/ - 2018