Ristrutturazione        

edilizia:        

il

marito    

può    

detrarre    

le    

spese

sostenute   

dalla   

moglie   

che   

nel

2017 non ha percepito reddito?

Cosa c'è da sapere

Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36% (elevato, dal 26 giugno 2012, al

50%) delle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio

realizzati su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari

residenziali di qualsiasi categoria catastale e relative pertinenze. La detrazione,

introdotta dall’art. 1, comma 1, della legge n. 449 del 1997, è stata resa permanente

dall’art. 4 del DL n. 201 del 2011 che ha previsto l’introduzione nel TUIR dell’art. 16-

bis.4.

A chi spetta

La detrazione spetta in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a

carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo,

l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi di ristrutturazione (articolo 16-bis

del Dpr 917/1986). Non è possibile modificare, nei periodi d’imposta successivi, la

ripartizione della spesa sostenuta (paragrafo 4.1 della circolare 11/E del 2014) in

quanto il comportamento dei contribuenti deve essere coerente per tutto il corso

della detrazione e quindi dal primo anno di fruizione del beneficio.

Chi può detrarre

Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul

reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato (Circolare

24.02.1998 n. 57, paragrafo 2). La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o

detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a

condizione che ne sostengano le relative spese. Tali soggetti sono:

- proprietari o nudi proprietari;

- titolari di un diritto reale di godimento quale usufrutto, uso, abitazione o   

superficie;

- soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa;

- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o beni

merce (Circolare 11.05.1998 n. 121, paragrafo 2.3);

- soggetti indicati nell’art.5 del TUIR, che producono redditi in forma associata

(società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi

equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori

individuali;

- detentori (locatari, comodatari) dell’immobile (Circolare 24.02.1998 n. 57, paragrafo

2);

familiari conviventi;

- coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge (Circolare

9.05.2013 n. 13, risposta 1.2);

- conviventi more uxorio;

- futuro acquirente.

FONTE  http://www.50epiu.it/ - 2018